Testimonianze di obiettori di coscienza:
Emanuele Somma

Ho fatto l'obiettore perché questo Stato non mi ha dato alternative!
Ho dovuto scegliere tra una "vita militare" degradante e ignobile, che annichilisce oltre che la dignità della persona anche quella dello Stato, e un "servizio civile" che immaginavo più umano, ma si sta rivelando sempre più solo un inganno per disporre di forza lavoro sottopagata e facilmente ricattabile. Eccezioni a parte (poche).
Credo che oggi il servizio militare metta a repentaglio l'integrità psicologica, se non fisica, quando non proprio la vita delle persone. I tragici accadimenti riguardanti il nonnismo sono solo la punta dell'iceberg tra tutte le pratiche degradanti cui si deve inutilmente essere sottoposti, che non formano il carattere ma solo una disposizione all'inganno, all'illegalità, all'inciviltà e alla violenza. Un mondo per cui la summa del sapere è l'enciclopedia bestiale del Gen. Celentano, per acorrgersi della quale c'é voluta la morte di un ragazzo. Se ne ha, non ritengo in alcun modo che gli obiettivi educativi di questo servizio militare siano adeguati al mio personale percorso formativo che sono di ben altro calibro e livello. Non vedo perché questo Stato, che si professa laico, debba arrogarsi la libertà di impormeli.
Non ho fatto il militare perché non ci tenevo a dover difendere la mia dignità, quando non la mia integrità fisica, con la violenza o il sotterfugio che sono alieni dal mio modo di agire quotidiano. E, come gli accadimenti quotidiani mostrano in modo sempre più evidente, senza alcuna speranza di ottenere il minimo barlume di verità e giustizia, sia dalle istituzioni militari che da quelle politiche.
Ma non ho fatto l'obiettore per aiutare gli altri, sia chiaro! L'ho fatto perché in modo molto più responsabile ho creduto di aiutare me stesso, il mio modo di vivere e di agire, il raggiungimento dei miei personali obiettivi di vita, pagando il più basso prezzo possibile per questa _tassa all'inciviltà_ che è la coscrizione obbligatoria, e non dovermi confrontare con valori che spero rimangano per sempre ben lontani dalla mia vita, come l'autoritarismo della stupidità e la violenza dell'ignoranza. D'altronde l'astensione dal peccato è una virtù cristiana, no? L'ho fatto per poter continuare a lavorare o studiare, per matenere la rete delle relazioni sociali che mi rendono veramente "cittadino", non certo la reclusione in luoghi infami come le caserme.
Non ho fatto l'obiettore per aiutare gli altri perché nella mia condizione di studente, di disoccupato, di mantenuto da una famiglia che continua a fare sacrifici per me, di neo-lavoratore precario, esiste sicuramente molto più spazio per ricevere solidarietà che per darla. è uno Stato ingiusto quello che espropria chi è così debole del tempo che gli sarebbe necessario piuttosto a combattere la dura battaglia per l'inserimento lavorativo, e poi piange sulla miseria della disoccupazione.
Ho fatto l'obiettore solo perché obbligato! Costretto! Forzato! Violentato! Ho semplicemente scelto quella che credevo la violenza minore.
Non voglio che questo gesto sia equivocato con qualche tipo di adesione al mondo o alle finalità del volontariato. Poiché quando e se ho intenzione di farlo sarà mia cura aderirvi liberamente e responsabilmente. Come è successo in passato, sta succedendo adesso, e succederà in futuro. Scegliendo IO a chi -volontariamente- devolvere il mio impegno.
É vero. Non ho avuto il coraggio di disertare. Le pesanti conseguenze penali di quest'atto, che oltre l'eventuale condanna, si estendono nell'impossibilità di accedere per tutta la vita ai concorsi pubblici - praticamente una "pena di morte" professionale - stanno lì a dimostrare che questa odiosa forma di schiavitù non ha alcun consenso sociale.
Credo che la coscrizione sia solo "utile". Utile a chi usa la vita degli altri senza mai pagarne il prezzo:
- lo *Stato* irresponsabile, nei confronti della vita lavorativa dei giovani, e deficiente, sia nel rispetto dei propri stessi principi fondanti, sia dei diritti della persona;
- i *politici* incapaci di proporre alternative credibili in tempi efficaci, proporre riforme in 10 anni significa rimandare tutto all'infinito;
- un *Volontariato*, lontanissimo dalla propria missione disposto ignobilmente ad incamerare come "Profitto di Regime" il lauto regalo di forza lavoro ridotta in schiavitù e a nascondersi dietro il dito della creazione di valori cristiani o cattolici o comunitari o socialisti, sempre a spese di chi non può scegliere;
- una *Burocrazia* pubblica pronta a prosperare nella creazione di nuovi uffici passacarte, da riempire con nomine partitiche;
- persino le *organizzazioni degli Obiettori*, cooptate nella gestione del servizio civile nella Consulta Nazionale, e nel business della formazione. In presenza di un minimo di senso etico, non esiste modo di conciliare l'affermazione di coscienza con quest'ignobile pratica dello schiavismo del "servizio civile", senza doversi inoltrare su un terreno sempre più viscido di distinguo filosofici o teologici che lasciano sul campo due soli schieramenti: chi si batte per l'affermazione della responsabilità della persona e chi contro!
É tempo di agire: gli Enti (quelle "eccezioni" di cui sopra) sono pronti a rescindere unilateralmente le convenzioni, gli obiettori sono pronti a denunciare gli abusi, i politici a sostenere l'abolizione - da subito- della coscrizione. Bisogna farglielo fare. Ora!

Emmanuele Somma


Militari Obiettori di coscienza Obiettori totali