Testimonianze di obiettori di coscienza:
Andrea e Davide Ruggero

Ciao a tutti!
Stiamo facendo servizio civile in un ente pubblico da 7 mesi, vorremmo esprimere le nostre personali considerazioni.

Siamo in un progetto sperimentale della regione emilia romagna, un progetto che vorrebbe rilanciare l'Obiezione di Coscienza come scuola di vita e "trampolino di lancio per un futuro lavoro" (spero proprio che non sia cosi', come dire, vorrei trovarmi altrove a lavorare!): micaaa verooo (presente la pubblicita' dell'Invicta??).

Pensavamo che questo progetto sarebbe stato interessante e siamo "partiti" convinti.

Abbiamo fatto dei ridicoli corsi tutti i lunedi' per diversi mesi, lezioni tenute da persone davvero noiose che neppure ci lasciavano parlare ma che ci inondavano di parole: l'unica volta che ci siamo svegliati e' quando, in una delle poche lezioni interessanti, ci hanno chiesto:
"Perche' fate il servizio civile?"
Domanda a cui la maggiore parte della gente ha risosto semplicemente:
"Per evitare qualcosa di peggio, per poter continuare gli studi, per non andare a finire a 1200km di distanza costretto dal servizio militare".

Intanto i corsi sono finiti, ora siamo sempre qui, la maggior parte del tempo a girarci i pollici.
Le nostre mansioni principali sono:
1) fax (peraltro difettoso)
2) fotocopie (macchina difettosa)
3) lettere urgenti al PC (pure lunghe)
4) preparare e portare pacchi e lettere
5) cercare numeri di telefono
6) scrivere etichette
7) ordinare e catalogare diapositive
insomma, tutto quello che e' palloso e noioso per i dipendenti ci viene gentilmente offerto come "lavoro".

Riteniamo che senza di noi (siamo in tre in quest' ufficio, una quarantina dislocati altrove), l'ente andrebbe un po' peggio, o meglio, i dipendenti sarebbero effettivamente occupati nel loro lavoro: insomma, di fatto sostituiamo parte dei dipendenti.

Precisiamo che buona parte di noi si sta facendo il mazzo all'universita', alcuni hanno finito durante il servizio, molti sono alla fine: non pensiamo che i compiti a noi assegnati possano essere un "trampolino di lancio".

Noi ci siamo anche sforzati di partecipare in modo piu' profondo al progetto. Ci siamo dichiarati disposti a fare un sito web (ci sono anche professionisti del settore tra noi), ci siamo interessati all'informatizzazione dell'ufficio, leniamo le crisi isteriche delle persone che ci troviamo di fronte ogni giorno in ufficio: qui e' difficile essere normali :-)

Non possiamo dire che ci trattino male, abbiamo pero' seri dubbi sulla sincerita' delle parole delle persone che ci hanno parlato il primo giorno.

Vorremmo dire una cosa a tutti quelli che ci dicono che siamo fortunati e che altri stanno peggio di noi:

non siamo noi fortunati, ma loro piu' sfortunati di noi

e lo ripetamo:
non c'e' nessuna fortuna a perdere tempo in 'ste stronzate!

Andrea Davide Ruggero


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