Testimonianze di obiettori di coscienza:
Nick

Diffidate delle leggi italiane ... valgono solo in casi eccezionali.

Eccomi qui, un altra vittima della “poderosa macchina” che è il Ministero della Difesa.
Sì, sono una sua vittima poiché se non m'avesse per sbaglio mandato a 510 Km da casa (310 in linea d'aria) presso un ente a cui manca solo d'approvare le leggi razziali, non starei ad impazzire tra ospedali, carte bollate, avvocati, TAR, richieste di trasferimento, nulla osta, ecc. Premetto che sono di Napoli, ho 25 anni, e che mi sono laureato in odontoiatria “in corso” a marzo '98, facendo un bel po' di sacrifici e che, dopo anni passati a fare sacrifici ed a chiedere soldi a miei genitori cominciavo ad intravedere almeno l'autosufficienza. La mia storia ha inizio il 10 dicembre 1998 quando verso le 16.00 m'arriva una telefonata a casa dal Distretto Militare di Napoli. Il tizio dall'altro capo del telefono riferisce a mio fratello che il giorno dopo mi sarei dovuto presentare presso gli uffici del DM. Il pomeriggio seguente, dato che la mattina avevo lavorato, mi reco al DM e che mi dicono ? Niente di più che: “Eccoti la cartolina precetto, firma qui ed arrivederci”. Non sapendo che era illegale, io ho firmato e ho ritirato la cartolina. Come prima cosa cercai la destinazione, ed ecco la sorpresa più grande, “Un paesino in provincia di Reggio Calabria” (per ora non posso scrivere di più). Notate bene, io non solo avevo fatto domanda di OdC, ma avevo presentato sia al DM che al Ministero una lettera di gradimento dell'ARCI Campania, eppure la mia destinazione era “una comunità per tossicodipendenti (per ora forse è meglio non fare nomi) – nel paesino che ho già citato”. Dimenticavo di dirvi che la data prevista per la partenza era il 15 dicembre 1998 e quindi quattro giorni dopo.
Ho chiaramente trascorso un week end da inferno, non sapendo a chi rivolgermi (ho praticamente intasato it.sociale.obiezione e le mailbox di Valentina Piattelli, dell'Avv. Pedone, ecc.), e cosa fare.
All'alba (5.21) di martedì 15 dicembre 1998 prendo il treno per la Calabria. Arrivo alle 14.30 alla stazione del paesello dopo appena 9 ore di viaggio e lì mi viene a prendere un ospite della comunità (simpatico e gentile ... peccato che non lo fosse anche il responsabile degli OdC), che data l'assenza di taxi ed autobus gentilmente mi da un passaggio. L'impatto con i ragazzi ospiti della comunità è stato ottimo, non m'aspettavo di trovare un clima così amichevole. Ho quindi conosciuto il responsabile del Centro (non quello degli OdC) che già m'ha fatto un'altra impressione (l'umore rialzatosi poco e per un attimo m'è ritornato a terra). Le sorprese sono arrivate una alla volta.
Niente televisione (solo il tg1 delle 20), niente radio (neppure il walkman), obbligo di radersi, di vestirsi in maniera essenziale, ed altre imposizioni assurde. L'apoteosi dello sconforto m'ha assalito quando la sera, ho conosciuto il responsabile degli OdC (che da ora in poi chiamerò “aguzzino”). Questi, persona dall'aspetto docile e mansueto (aggettivi adatti solo agli animali ?...aspettate a dirlo !!!) s'è subito manifestato per quello che era. M'ha fatto dei discorsi strani sulle possibilità di assegnazione temporanea ad una delle loro sedi campane (ne hanno quattro), sulla possibilità di concedermi il trasferimento, sulla sua esperienza nel campo dell'OdC, ecc. M'ha inoltre consegnato il registro presenze (su questo ci ritorniamo !!!), m'ha letto e poi consegnato il regolamento al quale avrei dovuto attenermi e se n'è andato. Solo per curiosità vi riporto una delle “regole” da rispettare: ”In ogni circostanza vanno comunque rispettate le decisioni e le disposizioni impartite dal responsabile, rinviando a momenti successivi la richiesta di chiarimenti e/o la manifestazione del proprio disaccordo”, e lui veniva lì non più d'una volta alla settimana. Tornando al registro presenze, non esistendo possibilità di allontanarsi autonomamente dal centro, ed essendo vietato usare i mezzi della comunità per farlo, io sono comunque stato costretto a fare 24 ore su 24 di servizio. Quello stupido dell'aguzzino (ricordate chi è ?), nonostante ciò, mi ha comunque imposto 43 ore settimanali di servizio per la prima settimana e poi 41 per tutte le altre, in barba alle disposizioni di legge che prevedono circa 36 ore settimanali ed in casi eccezionali 40 ore e non una di più.
Ho provato a farmi coraggio ed ho cominciato effettivamente il mio servizio civile. Nel giro di poche ore mi rendo conto che tutti gli ospiti della comunità sono affetti da epatite B e C (alcuni solo una delle due), la cosa non mi spaventa molto data la professione che svolgo, fino a che, però, mi rendo conto che avevamo tutti (dico tutti) i bagni, le docce, le posate, i piatti, bicchieri, ecc. in comune ! Ovviamente il cuoco aveva l'epatite C ! L'anoressia m'ha cominciato ovviamente ad assalire, insieme alla voglia di denunciare tutto ai carabinieri !!!
Nel giro di poche ore, mi rendo conto che non esistevano luci di emergenza, prese di corrente antifolgorazione, c'erano tranquillamente dei fili elettrici scoperti che penzolavano dal muro, in pratica la legge 626 manco sapevano che esistesse !
La stanza degli OdC, eravamo in quattro, era situata in fondo alla camerata in cui dormivano gli ospiti, accanto ai bagni, e per accedervi si dovevano fare un bel po' di metri (completamente bui di notte) tra quei poveretti che lottavano contro la crisi d'astinenza. Lascio alla vostra immaginazione le sensazioni provate in quei momenti.
Arriva finalmente il sabato, e l'aguzzino mi fa sapere per telefono che m'avrebbe concesso il 36 per tornare a casa. Poco prima di partire per Reggio Calabria, il responsabile del centro (non l'aguzzino) mi chiede di portare con me al ritorno i “ferri del mestiere” in modo da “fare almeno qualche estrazione dentaria a quei poveri ragazzi”. Faccio notare che mi è vietato per legge, e lui candidamente mi risponde che nessuno se ne sarebbe mai accorto !!! Mi reco quindi dall'aguzzino a Reggio Calabria, e questi dicendomi esplicitamente che se non avessi firmato l'accettazione di tutte le regole della comunità non m'avrebbe rilasciato la licenza, mi lascia libero per un fine settimana.
Quel farabutto, nella stessa circostanza mi comunica che nonostante ve ne fosse la possibilità, di cui tra l'altro gliene avevo parlato personalmente il primo giorno, non mi avrebbe concesso l'assegnazione temporanea ad una delle loro quattro sedi campane poiché non voleva farlo, sì avete letto bene, semplicemente si sarebbe potuto fare ma lui non ne aveva voglia ! Mi ribadì però che se avessi trovato un ente disposto ad accogliermi non avrebbe avuto alcun problema a rilasciarmi il suo nulla osta.
Nonostante avesse già avuto la comunicazione della possibilità di rilasciare la licenza ministeriale per Natale, cosa che ho appreso in seguito, ebbe la faccia tosta di dirmi che “ancora non sapeva se il ministro quest'anno avrebbe concesso tale licenza” il che voleva dire che il lunedì successivo (21 dicembre '98) sarei forse dovuto tornare a Reggio Calabria, prendermi l'eventuale licenza ministeriale (5 + 2 giorni di viaggio) e tornare a casa in serata, facendo poco più di 1000 Km di treno in un giorno. Ho telefonato la domenica successiva (20 dicembre) per “comunicargli” che il ministro aveva concesso la licenza, e lui m'ha semplicemente invitato ad andare a prenderla lì il giorno dopo.
Fortunatamente (!!!) il lunedì mi sono sentito male e sono stato ricoverato d'urgenza al pronto soccorso. La patologia di cui sono affetto è abbastanza seria, necessita di un intervento chirurgico, mi impedisce ovviamente di sorbirmi 8-9 ore di treno, e quindi (almeno questo !?!?) per ora mi permette di stare a casa. Dimenticavo di scrivere che a detta dei miei colleghi che mi tengono in cura, senz'alcun dubbio l'aggravamento della mia malattia è stato dovuto allo stress psicofisico subito nei giorni precedenti.
Dato che la malattia va per le lunghe, avendo trovato un ente disposto ad accogliermi, ho telefonato all'aguzzino dicendo che gli stavo per inviare la documentazione che poi lui, dopo averla integrata coi suoi nulla osta, avrebbe dovuto provvedere a recapitare al DM del posto. Il tipo prima prova a dire che non si poteva fino a che non rientravo, poi, forse persuaso dal mio tono un po' ferocemente arrabbiato, mi dice che dopo aver ricevuto il tutto l'avrebbe valutato e, ... magari, ...forse. Il mio tono è andato ancor più verso lo schizofrenico e forse per questo, dall'altro capo del telefono m'è giunto un “va bene mandami tutto”. Non posso quindi concludere se non ringraziando il ministero della difesa che, nonostante vi fossero vari posti liberi a Napoli per il 15 dicembre, m'ha spedito dritto nelle braccia di quell'essere viscido, e pure quest'ultimo senza il cui prezioso contributo non avrei mai saputo cosa vuol dire essere ricoverato personalmente d'urgenza, essere visitato da tre diversi specialisti ed essere sottoposto a tre radiografie, un'ecografia ed un esame doppler nel giro di quattro ore.
Ovviamente data la mia situazione ancora precaria non ho citato alcun nome, cosa che invece farò un attimo dopo che avrò ottenuto o il trasferimento, o la riforma a causa delle mie condizioni di salute.

Nick


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