Testimonianze di obiettori di coscienza:
Stefano Mazzone


"Il 28 settembre 1998 mi sono presentato a Taranto (a 1039 km da casa mia) per essere incorporato in Aeronautica Militare. Io volevo dichiararmi obiettore e rifiutare la divisa, come mi era stato detto al DM della mia città. Là mi hanno assicurato che non era vero e che mi avevano detto un sacco di palle e che quindi "non dovevo più rompere i coglioni". Così mi ha risposto garbatamente un maresciallo. La divisa allora l'ho rifiutata davvero, quando la dovevo prendere e, allora, mi hanno mandato a casa, dopo che il maresciallo garbato era stato chiamato a rapporto dal comandante della base il quale, davanti a me, l'ha brutalmente sgridato.

Il 7 giugno sono stato distaccato presso un Centro Sociale nel posto più fatiscente della mia città, un gomitolo di stradine strettissime, dove in pieno giorno si può incontrare di tutto: drogati, spacciatori, prostitute, vagabondi e delinquenti. Il tutto contornato da una terribile puzza persistente anche dopo che ha appena piovuto. Spesso arriva la polizia perché drogati o immigrati clandestini si prendono a coltellate davanti alla porta dell'ente. Appena arrivati ci hanno subito avvertiti: visto che i bambini con cui avevamo a che fare erano tutti figli di delinquenti, era meglio non rimproverarli.
Rischiavamo di prendere delle botte dai genitori, e già c'è chi le ha prese.
Non ci è stato consegnato niente di quanto previsto dalle leggi, niente! Non ci hanno fatto fare la visita, dicendo che non era da fare e che, se avessi insistito a chiederlo, mi avrebbero segnalato al DM come inadempiente. Nessun tesserino, niente convenzione e regolamento, niente: dovevamo fare tutto quello che ci chiedevano e basta, altrimenti sarebbero stati guai con i militari.
Saremmo dovuti essere accolti come educatori, ma hanno cercato di farci fare di tutto.
Lavorare in ufficio soli, a vedere, tra l'altro, tutti i casini che combinano per racimolare soldi: firme false, documenti modificati dopo essere stati firmati da persone esterne. Dopo la convenzione con il Ministero della Difesa, non ci sono più stati segretari, quindi hanno voluto che ci governassimo da soli visto che chi lo faceva doveva essere uno da non pagare.

Non c'è mensa: dobbiamo mangiare sulle scrivanie dove lavoriamo e dove bambini malaticci giocano ogni giorno. Questi bambini, essendo figli di persone malate, anche di malattie tropicali, portano malattie di ogni genere e noi, ogni giorno rischiamo.
Non abbiamo abitazione: quella a noi destinata è crollata prima che arrivassimo, allora ci hanno fatto montare un letto a castello in una palestra senza docce né mobili, dove i bambini vanno a giocare in mezzo alle nostre cose. Se spendiamo soldi, ci vengono rimborsati con i biglietti dell'autobus che l' azienda dei trasporti ha regalato per i bambini "poveri", ma a questi vengono venduti con guadagno dell'Ente. Ci viene chiesto di fare ogni cosa: accompagnare i responsabili dell'Ente in ferie in automobile perché, nonostante abbiano la patente, fa loro piacere far vedere che hanno l'autista. Vogliono che siamo disponibili ad andarli a prendere quando ne hanno bisogno; andare a pagare il bollo dell'auto; portare pacchi pesanti per le scale; fare lavori per la loro utilità. Ci hanno fatto raccogliere l'erba e poi hanno detto che l'avevamo fatto male...
Non ci è concesso liberamente di chiedere né visite mediche né licenze perché sostengono che hanno bisogno di noi. Io non ho potuto dare un esame che preparavo da mesi perché si sono rifiutati di darmi il permesso.
Siamo stati minacciati di essere denunciati alle autorità militari per insubordinazione se ci fossimo permessi di chiedere ancora visite mediche. Ci vogliono far lavorare presso un tale, per interessi suoi personali, perché ci faccia adoperare una abitazione. Ci vogliono dare in prestito a varie persone quando non abbiamo niente da fare.
Ogni minima parte della convenzione, del prontuario, delle leggi non viene rispettata ed è, generalmente, ignorata. Ho scoperto di non essere stato neppure assicurato per la guida, nonostante pretendano che io guidi.
Ci volevano portare in ferie con loro per farci lavorare là: curargli il giardino, fare la spesa e altro. Poi hanno deciso di mandarci a casa di uno a lavorare, fare pulizie ecc.
Hanno cercato di farmi fare il muratore, visto che stanno facendo restauri. Adesso vogliono che faccia pulizie dove sono stati fatti i restauri. Mi chiamano di notte a casa per chiedermi delle sciocchezze. Si sono copiati il numero del telefonino mentre lo dicevo ad un collega e adesso mi chiamano pure là.
Non mi hanno ancora pagato neanche una lira perché vogliono aspettare che gli arrivino i rimborsi dal DM, però non sanno come chiederli e vorrebbero che me ne occupassi io.
Dicono di non avere soldi, io però ho trovato che ogni anno ricevono almeno 170 milioni da banche e, combinando casini con il Comune o altro ricavano una marea di soldi. Sul c/c in banca hanno oltre 135 milioni.
Due miei colleghi obiettori erano malati e, alla fine sono stati riformati. Ogni volta che si sono sentiti male, è stata una tragedia. Uno si è sentito male in servizio ed io l'ho accompagnato all'ospedale, come mi era stato detto da un' educatrice pagata. Alla sera la suora si è adirata ed ha segnato che anche io ero stato assente perché andato in ospedale. La suora ancora spera di poter far passare dei guai ai due riformati.
Adesso che scrivo, la suora mi sta telefonando in continuazione per chiedermi di portarle delle cose nel posto in cui è andata in vacanza. Con questo vorrei dare un consiglio a tutti quelli che scelgono di fare l 'odc.
Se vi chiedono di fare qualcosa che non dovete fare, rifiutatevi, senza paura. L'accettare non vi metterà in buona luce, servirà solo a farvi chiedere altre cose, perché vedono in voi una persona malleabile. Non farete un piacere che vi verrà ricambiato. Vedranno solo che se vi chiedono qualcosa, voi la fate, quindi continueranno a cercare di mettervi sotto i piedi. E non pensate che va bene comunque, perché se foste stati sotto le armi sarebbe stato peggio. L'evitare il militare, l'avete già pagato non potendo fare più tanti lavori, dai quali sarete permanentemente interdetti, ed io, certe volte, ne sono pentito."


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