Testimonianze di obiettori di coscienza:
Ennio Lo Cascio


Tutto comincio' con la solita domanda di obiezione in cui chiedevo di prestare servizio presso l' Associazione Nazionale Privi della vista di Torino, città in cui studio informatica. Il Ministero, dimostrando pieno accoglimento delle mie inclinazioni, mi assegna ad un' associazione che opera nello stesso settore, L' unione Italiana Ciechi, che con la prima, almeno ad Enna si contende i soci, ma a duemila chilometri dalla mia università !
Ho dovuto lasciare casa e amici e recarmi ad Enna, in fondo penso, m' e andata bene, potevano mandarmi in tutta Italia, e sono stato fortunato se mi hanno mandato proprio a casa mia ( sono infatti residente ad Enna ). Mi presento il 12 Maggio con tre ore di anticipo in ufficio, il Piccolo Obiettore consiglia di iniziare bene, ma subito dopo le presentazioni arrivano i primi ordini, - vai a prenderci quattro foto !
Casa mia dista un po' dall' ufficio, le foto avrei potuto portarle oggi pomeriggio ma niente - penso - ma dai Vittorio non vorrai far storie per il primo giorno !
Vado e torno!
Tutto bene finche' faccio le fotocopie, riordino i computers dell' ufficio, pago bollette e bolli auto e revisioni per conto degli impiegati, che, ben inteso sono impiegati e non soci dell' ente dunque persone non bisognose di assistenza, i problemi arrivano quando in cambio dei favori suddetti, perche' ovviamente non si trattava di commissioni di servizio, non si riceve in cambio nemmeno qualche minuto di flessibilita' sull 'orario ! Nemmeno 5 minuti di uscita anticipata il 30 maggio - penso -: e' il giorno del tuo compleanno, cosa vuoi che siano cinque minuti sottratti all' Ozio in ufficio! Arriva invece un richiamo scritto! I rapporti ovviamente si fanno tesi e decido e chiedo ufficialmente che se si vuole da me un rispetto scrupoloso dell' orario e delle norme, altrettanto vada fatto dall' Ente!
Come obiettori- siamo in tre distaccati presso U.I C.ENNA - chiediamo rimborsi puntuali, e piano di lavoro settimanale come previsto dal regolamento.
La "presa di ... coscienza" degli obiettori non va giù ad un certo Cammarata Giovanni, ne' al Sig. Minincleri, rispettivamente addetto agli obiettori e vice presidente della sezione, col primo abbiamo anche degli screzi a causa di un poster - Pro Obiezione - che ci viene ripetutamente strappato e cestinato.
Ma l' addetto agli obiettori non dovrebbe sprizzare nonviolenza da tutti i pori, ed educare all' obiezione? non dovrebbe tradurre in inviti alla collaborazione gli ordini di servizio ed in Servizio Civile un anno di Naia? il Nostro invece e' un appassionato di caccia e per sua stessa ammissione contrario alle idee degli obiettori, che pensa siano li solo per evitare il militare ( N.d.R.. fa niente se lui ha trovato un modo diverso per non farlo ).
Il Poster nel cestino, e come il comportamento di un suo dipendente viene gestito dal vicepresidente, non va giù neanche a me e decido di far presente il tutto al Presidente dell' U.I.C. di Roma! Non ci vuole nemmeno tanto, ho appena messo a punto il collegamento Internet della sezione, giro un po' per il sito U.I.C ed il presidente e' ad un click dal mio mouse, scrivo poche righe ma a quanto pare abbastanza incisive, se e' vero che dopo pochi giorni all' unione nessuno dei dipendenti mi rivolge la parola, Ho fatto la spia! Ho sventolato le liti da pollaio nientemeno che a Roma! e quel che e' peggio ho scavalcato il capo!
L' addetto agli obiettori viene ufficialmente, (ma non di fatto) rimosso dall' incarico. Per un po' la tensione si placa, Il Signor Di Gangi, nuovo addetto a darci ordini e' per sua indole gentile e simpatico ! I problemi sorgono quando chiedo una licenza breve, queste servono per coprire i giorni di chiusura estiva dell' Ente e non per permettermi di andare a Torino a sostenere un esame !
Io riscrivo al presidente di Roma, ma le mie lamentele anche se via Internet ed abbastanza informali non sono ben viste. Gli screzi diventano liti e minacce che io decido di fermare con una regolare denuncia ai carabinieri in data 8-8-1997.
Da quel momento mi viene contestato di tutto:
- L' allontanamento arbitrario dall' ufficio per andare a fare denuncia, effettivamente hanno tentato tutti ( tranne i mie colleghi obiettori che saluto e ringrazio per il sostegno e l' impegno ) di fermarmi specie con la forza, avrei dovuto denunciare anche loro.
- L' abbigliamento poco confacente all' ufficio (pantaloncini). Voglio ricordare che la sezione si trova in un seminterrato e in alcune stanze non ci sono finestre e siamo in pieno agosto in Sicilia.
- Il modo incivile di stare in ufficio !
- Il modo offensivo e minaccioso con cui ho aggredito il Cammarata !
Per fortuna la denuncia presso i carabinieri arriva anche al distretto Militare che convoca gli obiettori, e il colonnello addetto dopo averci ascoltato mi dice che in fondo come mio superiore può solo trasferirmi a destinazione più sicura, ma spetta al ministero prendere eventuali provvedimenti nei confronti dell' ente.
Trasferimento che comunque l' U.I.C. ha gai chiesto a mia insaputa. Fila comunque tutto abbastanza tranquillo, sino al giorno del trasferimento che giunge tanto inaspettato quanto ormai fuori luogo, il 12 Dicembre. Vengo assegnato a Piazza Armerina, presso la Pubblica Assistenza Sicilia Soccorso Volontariato
Mi vogliono far firmare due fogli di presa di servizio dove c'è scritto che ho preso visione della convenzione tra il ministero e l' A.N.P.A.S., ovviamente chiedo della convenzione, ma niente da fare, la convenzione non c'è, l' orario di servizio mi sembra comunque ragionevole: da Lunedì a Sabato dalle 8:00 alle 14:00 ( compatibilmente con le esigenze di servizio ).
In entrambi i fogli mi impegno ad attenermi alle norme ( ??) dell' ente e comunque agli ordini del Sig. Marchi' Vincenzo, rinuncio inoltre a rivalermi nei confronti dell' amministrazione Militare per eventuali infortuni avvenuti durante l' assolvimento di incarichi non previsti dal piano di cui sopra !
Mi accorgo delle norme sibilline le faccio notare al suddetto Responsabile Della Gestione, ma non mi va di indisporlo il primo giorno e firmo. In virtù delle clausole precedenti presso tale Ente si richiedeva una presenza costante, anche notturna dell' Obiettore, in un capannone-caserma autoparco di ambulanze e macchine di servizio, solo 4 ore di libera uscita giornaliere dalle 18:00 alle 22:00 Gli altri obiettori, vuoi per cultura, vuoi per paura di non ottenere il fine settimana libero, tremano ad ogni parola di Marchi' e del presidente e sono i primi a farmi notare che non rifaccio bene il mio letto e non mi alzo abbastanza presto la mattina ( 6:30) io penso che si stia abusando degli obiettori. Per non subire ricatti prendo tutte le poche licenze rimaste. A forza, dopo mia insistenza scritta mi vengono concessi i giorni di viaggio da accompagnare alla Lic.Ordinaria. ( ma non sono un diritto ? ) Al ritorno inizio il servizio, ma a Dicembre fa freddo e i locali dell' ente sono umidi e Non-riscaldati. CIO che e' peggio e' anche vietato accendere delle stufe elettriche per riscaldarle! Mene infischio dei divieti io mi accendo la stufa! ( la temperatura di notte scende anche a zero gradi come testimonia il ghiaccio sulle macchine ).
Il 2 Gennaio rientro con un'ora di ritardo, all'una di notte, dalla ministeriale. Voglio far notare che dovevo rientrare solo per dormire in caserma, e non per svolgere dei servizi, vengo richiamato per iscritto dal Sig. Marchi' che non mi rivolge la parola, ma questi non e' molto bravo a scrivere, e sbaglia a mettere le date!
Ad un richiamo verbale avrei risposto verbalmente, ad uno scritto avrei risposto per iscritto, ma come si fa a rispondere ad un richiamo ufficiale che mi rimprovera un' ora di ritardo per un giorno in cui io non ero ancora in servizio ? Tra gli obiettori e i volontari corre qualche risata di troppo alle spalle del povero signor Marchi' che indispettito più per la lesa maestà che per l'errore ancora da capire decide di farsi rispettare piombandomi alle 7:30 del mattino in camerata, svegliandomi di malo modo ed intimandomi di rifare a dovere la branda (ma siamo obiettori o caporali ?) e di essere operativo anche se a quell' ora non ero di turno! Ci vuol poco a dire Signor NO ! Non e' di mia competenza, il piano di lavoro non lo prevede. Il giorno stesso, 9/01/98 vengo convocato dal presidente e spedito, a mie spese come un pacco postale, a Catania ricusato perché non socializzavo con gli altri obiettori!
Il Colonnello benché la ricusazione non fosse formalmente valida decide che non può rispedirmi al mittente mi mette quindi in L.I.S.A. Grazie per la Licenza Colonnello, anche se di assegni dall' A.N.P.A.S. non ne ho visti nemmeno prima.
E dire che il sito dell' A.M.P.A.S. e' ben curato e pieno di buoni propositi, dice addirittura che il piano di impiego degli obiettori e' da concordare con gli stessi, diventa ridicolo quando delinea la figura del responsabile del servizio civile degli o.d.c. vedi http://www.dinonet.it/ANPAS/ tale sito non s' e' nemmeno degnato di rispondere alle mie lettere di protesta.

Ennio Lo Cascio


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