Gazzetta Ufficiale n. 127 del 02-06-2000

MINISTERO DELLA DIFESA
DIRETTIVA 19 aprile 2000
Direttiva tecnica per l'applicazione dell'elenco delle imperfezioni e delle infermita' che sono causa di non idoneita' al servizio militare. (Edizione 2000).


IL DIRETTORE GENERALE
della sanita' militare

Visto il decreto ministeriale della Difesa 4 aprile 2000, adottato in attuazione dell'art. 1, comma 5, della legge 20 ottobre 1999, n. 380;
Determina la presente direttiva tecnica, relativa all'elenco delle imperfezioni e delle infermita' che sono causa di non idoneita' al servizio militare, di cui al summenzionato decreto, del quale costituisce parte integrante.
La predetta direttiva, confermativa della precedente, la completa per quanto riguarda la selezione del personale femminile.
Roma, 19 aprile 2000
Il direttore generale: Natalicchio
 
 
Direttiva 
 
ART. 1
MORFOLOGIA GENERALE
 
Le disarmonie somatiche e le distrofie costituzionali di grado rilevante; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrano in questo articolo:
• l'obesità;
• la gracilità di costituzione;
• le gravi disarmonie e distrofie costituzionali.
Per la valutazione delle disarmonie somatiche e delle distrofie costituzionali si considerano i seguenti caratteri esteriori (pallore della cute, scarsezza del pannicolo adiposo, ipotrofia muscolare, spalle spioventi, torace scarno, appiattito o cilindrico, scapole alate, esilità degli arti, masse adipose esuberanti ed abnormemente distribuite, perimetro addominale, etc.) indicativi di gracilità, obesità, di uno stato morboso latente, di un soggetto a rischio o comunque non adatto a sopportare l'impegno fisico del servizio militare.
Per la valutazione della costituzione somatica sono da considerare i seguenti parametri:
statura ( h ): espressa in metri: si misura mediante antropometro; l'esaminando è in posizione non, rigida di attenti, a capo eretto, con piano orbito-auricolare orizzontale e con l'occipite; il segmento dorsale della colonna vertebrale ed i talloni a contatto con il montante dell'antropometro;
peso corporeo: ( p ): deve essere espresso in chilogrammi ( Kg );
indice di massa corporea ( I.M.C. ): si intende per indice di massa corporea il rapporto tra il peso corporeo ( p ) in chilogrammi e l'altezza ( h ) in metri elevata al quadrato secondo la seguente formula: IMC = p / (h x h);
perimetro toracico ( pt ): espresso in centimetri, si misura mediante nastro metrico passante orizzontalmente per il punto xifoideo (base dell'apofisi omonima) ed applicato con leggera pressione sulla cute con esaminando in posizione eretta ed al termine di una espirazione normale.
Per un'agevole ed immediata valutazione dei parametri rilevati può essere utilizzata la seguente tabella antropometrica dove sono elencati, rapportati all'altezza, il peso massimo (I.M.C. = 30), il peso minimo (I.M.C. = 20 per le donne / 18 per gli uomini) ed il perimetro toracico minimo. Nei casi dubbi con I.M.C. al limite minimo sarà valutato per l'adozione di un provvedimento medico legale di riforma il perimetro toracico, i cui valori non potranno essere inferiori ai valori minimi indicati in tabella per ciascuna altezza.
UOMINI   DONNE
MIC MAX 30 MIC MIN 20 PERIMETRO TORACICO MINIMO   PERIMETRO TORACICO MINIMO MIC MAX 30 MIC MIN 20
PESO MAX PESO MIN   ALTEZZA   PESO MAX PESO MIN
132
88
100
2,10
90
132
79
129
86
98
2,08
89
129
78
127
84
96
2,06
88
127
76
125
83
94
2,04
87
125
75
122
82
92
2,02
86
122
73
120
80
90
2,00
85
120
72
118
78
89
1,98
84
118
71
115
77
88
1,96
83
115
69
113
75
87
1,94
82
113
68
111
74
86
1,92
81
111
66
108
72
85
1,90
80
108
65
106
71
84
1,88
79
106
64
104
69
83
1,86
78
104
62
102
68
82
1,84
77
102
61
99
66
81
1,82
76
99
60
97
65
80
1,80
75
97
58
95
63
79
1,78
74
95
57
93
62
78
1,76
73
93
56
91
61
77
1,74
72
91
54
89
59
76
1,72
71
89
53
87
58
75
1,70
70
87
52
85
56
75
1,68
70
85
51
83
55
75
1,66
70
83
50
81
54
75
1,64
70
81
48
79
52
75
1,62
70
79
47
77
51
75
1,60
70
77
46
75
50
75
1,58
70
75
45
73
49
75
1,56
70
73
44
71
47
75
1,54
70
71
43
69
46
75
1,52
70
69
42
68
45
75
1,50
70
68
41
E' giudicato temporaneamente non idoneo il soggetto che presenti un eccesso o difetto ponderale fino a 5 (cinque) Kg. riferito rispettivamente al peso massimo e minimo indicato in tabella corrispondente alla sua altezza.
E' giudicato permanentemente non idoneo, il soggetto:
- con eccesso o difetto ponderale maggiore di 5 Kg., riferito rispettivamente al peso massimo e minimo indicato in tabella corrispondente alla sua altezza;
- di sesso maschile o femminile con perimetro toracico inferiore al limite miriamo indicato in tabella, corrispondente alla sua altezza; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità;
- di sesso maschile con I.M.C. maggiore di 30 e minore di 20, trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità;
- di sesso femminile con I.M.C. maggiore di 30 e minore di 18, trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità.
 
ART. 2
DISENDOCRINIE, DISMETABOLISMI ED ENZIMOPATIE
 
a) - I difetti del metabolismo glicidico, lipidico o protidico; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrano tra i difetti del metabolismo glicidico:
- diabete mellito di tipo I°, tipo II°;
- ridotta tolleranza glicidica.
Sono indicativi di diabete mellito:
- valori di glicemia eguali o superiori a 140 mg/dl in almeno due determinazioni, effettuate al mattino dopo 12 ore di digiuno ed in assenza di altre condizioni interferenti;
- emoglobina glicosilata con valori superiori al 6%;
- fruttosamina con valori superiori a 2.8 mmol/L;
- eventualmente curva da carico orale di glucosio (da non effettuare se la glicemia a digiuno è superiore a 140 mg/dl) con pasto standard di 75 grammi di -glucosio- Al 120° minuto se la glicemia è superiore a 200 mg/dl, sarà posta diagnosi di diabete; se la glicemia é compresa tra 140 e 200 mg/dl, sarà posta diagnosi di ridotta tolleranza glicidica.
Il soggetto diabetico che intende evitare ogni accertamento dovrà fornire una relazione clinica, redatta da strutture sanitarie pubbliche, attestante: tipo di diabete, insorgenza, stato di sindrome, fase clinica, schema terapeutico attuato.
Rientrano tra i diritti del metabolismo lipidico:
- ipercolesterolemie primitive (forma poligenica, forma familiare);
- ipertrigliceridemie;
- iperlipidemie miste.
Nella valutazione delle dislipidemie si terrà conto orientativamente dei valori di laboratorio (colesterolo superiore a 300 mg/dl o trigliceridi superiori a 250 mg/dl) e dei criteri clinici aggiuntivi (presenza di xantomi, xantelasmi dell'arco corneale, steatosi epatica etc.).
Rientrano tra i difetti del metabolismo proteico:
- fenilchetonuria;
- alcaptonuria;
- omocistinuria;
- altre (iperossaluria, ecc.).
b) - La mucoviscidosi.
e) - Le endocrinopatie; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrano nel presente comma:
- malattie del sistema ipotalamo
- ipofisario;
- ipogonadismo primitivo (sindrome di Klinefelter, sindrome di Tumer, sindrome di Down, ecc.) e secondario (deficit di gonadotropine e di prolattina);
- malattie del corticosurrene (m. di Addison, m. Cushing, m. di Conn);
- sindromi della tiroide (m. di Flajani - Graves - Basedow, gozzo multinodulare tossico, ipotiroidismi);
- feocromocitoma e paraganglioma;
- malattie delle paratiroidi;
d) - I difetti quantitativi o qualitativi degli enzimi; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrano nel presente. comma:
- glicosurie normoglicemiche: la glicosuria deve essere riscontrata in più determinazioni;
- sindrome di Gilbert con bilirubinemia indiretta superiore a 4 mg/dl in almeno 2 determinazioni effettuate al mattino dopo 12 ore di riposo;
- deficit, anche parziale di G6PDH;
- diabete insipido;
- porfirie;
- glicogenosi;
- tesaurismosi lipidiche e mucopolisaccaridiche; - sindrome di EILERS-DANLOS;
- sindrome di MARFAN.
Il giudizio verrà espresso anche in base a documentazione sanitaria rilasciata da strutture pubbliche che dovrà riportare tutti gli accertamenti necessari per la formulazione della diagnosi.
 
ART. 3
MALATTIE DA AGENTI INFETTIVI E DA PARASSITI
 
Le malattie da agenti infettivi e da parassiti che siano causa di rilevanti limitazioni funzionali oppure siano accompagnate da grave e persistente compromissione delle condizioni generali o della crasi ematica o che abbiano caratteristiche di cronicità o di evolutività; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrano in questo, articolo:
- la tubercolosi polmonare ed extrapolmonare ed i suoi esiti. Il complesso primario non é causa di inabilità al servizio militare;
- il morbo di Hansen;
- la sifilide;
- la positività per antigene HBV
- la positività per gli anticorpi per HCV determinati con indagine diagnostica di ultima generazione; se positiva, conferma con test RIBA;
- la positività per gli anticorpi per HIV determinati con metodo ELISA; se positivo, conferma Western Blot o PCR (Polymerase Chain Reaction).
 
ART. 4
EMATOLOGIA
 
a. - Le malattie primitive del sangue e degli organi emopoietici.
Rientrano in questo comma le malattie ematologiche primitive. La microcitemia costituzionale o trait talassemico non è causa di inabilità al servizio militare; a tal fine si terrà conto dei seguenti parametri orientativi: Hb maggiore di 11 gr/dl; regolare sviluppo somatico; assenza di splenomegalia, assenza di segni di emolisi, sideremia e ferritina normali o aumentate.
b. - Le malattie secondarie del sangue e degli organi emopoietici; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Oltre all'esame emocromocitometrico, deve essere effettuato un controllo dei fattori della coagulazione (PT, PTT, FBRG).
 
ART. 5
IMMUNOALLERGOLOGIA
 
a. - L'asma bronchiale allergico e le altre gravi allergie, anche in fase asintomatica, accertate con gli appropriati esami specialistico-strumentali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrano in questo comma:
- i soggetti che presentino alle prove di funzionalità respiratoria (PFR) valori di Volume Espiratorio Massimo al Secondo minore di 80% teorico;
- i soggetti con prove di funzionalità respiratoria negative ma con test di stimolazione bronchiale positivo (BPT) con PD 20% FEV 1 minore di 800 microgrammi di metacolina;
- i soggetti che, dichiaratisi allergici stagionali e riscontrati negativi alle P.F.R. ed al B.P.T. e positivi ai prick test cutanei o alla determinazione delle IgE specifiche del siero, con metodica RAST o immunoenzimatica ELISA, risultino al B.P.T. praticato durante la stagione di pollinazione, positivi con PD 20% FEV 1 minore di 800 microgrammi di metacolina;
- la rinite con spirometria basale nella norma ed iperreattività bronchiale aspecifica nel range degli asmatici (PD 20% FEV 1 minore di 800 microgrammi di metacolina).
 
b. - Le gravi intolleranze ed idiosincrasie a farmaci od alimenti anche in fase asintomatica, accertate con gli appropriati esami specialistico-strumentali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo comma:
- le allergie e le intolleranze ad alimenti di abituale consumo;
- le reazioni da farmaci di uso corrente e non sostituibili;
- l'allergia a veleno di imenotteri.
 
Sono utili per il giudizio diagnostico i seguenti esami: esame emocromocitometrico con formula leucocitaria (aumento di eosinofili); un profilo biochimico comprendente la funzionalità epatica (transaminasi, bilirubina totale e frazionata); l'elettroforesi delle proteine (picco delle gamma); dosaggio delle IgE totali (PRIST); test cutanei per puntura (skin prick test) o la determinazione delle IgE specifiche nel siero con metodica RAST o immunoenzimatiche ELISA.
E' utile l'esecuzione del test prick by prick (si punge con lancetta sterile il cibo sospettato e subito dopo si punge la cute del paziente).
Sono da considerarsi esami complementari quelli che indagano la funzione del complemento e gli immunocomplessi circolanti, mentre, in presenza di manifestazioni gastroenteriche, è utile l'esame delle feci e l'indagine del tratto superiore (RX, endoscopia).
Le diagnosi di cui sopra saranno formulate previa esecuzione di cutireazioni e dosaggio IgE specifiche.
Il giudizio di inabilità al servizio militare per allergia a farmaci con gravi reazioni può essere adottato sulla scorta di idonea documentazione rilasciata da struttura sanitaria pubblica specializzata.
 
c. - Le sindromi da immunodeficienza, anche in fase asintomatica, accertate con gli appropriati esami specialistico-strumentali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo comma le sindromi da immunodeficienza primitive:
- agammaglobulinemia;
- ipogammaglobulinemia;
- difetti di singole ci assi e sottoclassi anticorpali, tra i quali i difetti delle IgA;
- difetti dell'immunità cellulare specifica e aspecifica;
- difetti del complemento.
 
Le diagnosi di cui sopra saranno formulate previa esecuzione di:
- dosaggio delle IgA sieriche per le sindromi da deficit delle immunoglobuline;
- analisi fenotipica e funzionale delle popolazioni e sottopopolazioni linfocitarie;
- analisi quantitativa, e funzionale dei fattori del complemento;
- analisi della funzione fagocitaria.
 
d. - Le connettiviti sistemiche.
 
Rientrarlo in questo comma:
- il lupus eritematpso sistemico, l'artrite reumatoide, la sindrome di Sjogren, la panarterite nodosa, la dermatomiosite, la polimiosite, la connettivite mista.
 
ART. 6
TOSSICOLOGIA
 
Lo stato di intossicazione cronica da piombo o da altri metalli; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
ART. 7
NEOPLASIE
 
a. - I tumori maligni.
b. - I tumori benigni ed i loro esiti quando per sede, volume, estensione o numero siano deturpanti o producano rilevanti alterazioni strutturali o funzionali.
 
ART. 8
CRANIO
 
a. - Le malformazioni craniche congenite con evidenti deformità o rilevanti disturbi funzionali .
b. - Le alterazioni morfologiche acquisite delle ossa del cranio che determinano evidenti deformità o rilevanti disturbi funzionali o che interessano la teca interna.
 
ART. 9
COMPLESSO MAXILLO FACCIALE
 
a. - Le malformazioni e gli esiti di patologie o lesioni delle labbra, della lingua e dei tessuti molli della bocca che producano gravi disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
b. - Le malformazioni, gli esiti di lesioni o di interventi chirurgici correttivi, le patologie del complesso maxillo-facciale e le alterazioni dell'articolarità temporo-mandibolare causa di gravi alterazioni funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
c. - Le malformazioni e gli esiti di patologie dell'apparato masticatorio che determinano rilevanti disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientra in questo comma:
- la mancanza o l'inefficienza (per carie destruente, per parodontopatia o per anomalie dentarie) del maggior numero di denti o di almeno otto tra incisivi e canini.
Considerando che l'eruzione e l'allineamento in arcata dei terzi molari superiori e inferiori (cosiddetti 'denti del giudizio') avviene generalmente ad una età maggiore di quella della visita di leva: la dicitura "del maggior numero di denti" va interpretata in relazione ad un massimo teorico di 28 elementi dentari. Gli eventuali terzi molari presenti andranno conteggiati solo nel caso siano efficienti nella funzione masticatoria in sostituzione di altri elementi dentari mancanti;
 
- le malocclusioni dentali con segni clinici o radiologici di patologia dentale o paradentale.
Il concetto di insufficienza masticatoria non è vincolato al numero di denti presenti in bocca, bensì alla loro funzione: a tal fine viene considerata sufficiente la masticazione quando siano presenti o due coppie di molari o tre coppie tra molari e premolari, purché in ingranaggio in occlusione.
Le malocclusioni dentarie che, pur in presenza del maggior numero dei denti, non permettano un corretto ingranaggio occlusale di almeno 2 coppie di molari o 3 coppie di molari e premolari, vengono considerate causa di "insufficienza masticatoria ".
La protesi efficiente va considerata sostitutiva del dente mancante;
 
- gli estesi impianti dentali con segni clinici e radiologici di perimplantite.
L' impianto dentario viene considerato sostitutivo del dente mancante solo se non presenta segni clinici e radiologici di perimplantite ed inefficienza.
Una corretta intercuspidazione in occlusione dà luogo ad una assegnazione di "coefficiente 1" anche in presenza di cure conservative clinicamente ben eseguite o elementi singoli di protesi fissa o anche qualora vi sia la mancanza di elementi dentari a seguito di estrazioni seriate a scopo ortodontico.
Le malocclusioni in trattamento ortodontico fisso, con o senza trazioni esterne, possono dar luogo a un provvedimento di T.N.I., trascorso il quale verranno rivalutate in base all'insufficienza masticatoria eventualmente riscontrata all'atto della visita definitiva, indipendentemente dal permanere dell'apparecchio ortodontico.
 
ART. 10
APPARATO CARDIOVASCOLARE
 
a. - Le malformazioni del cuore e dei grossi vasi.
 
Rientrano in questo comma:
- la destrocardia;
- le cardiopatie congenite ed i loro esiti;
 
b. - Le malattie dell'endocardio, del miocardio, dell'apparato valvolare, del pericardio, dei grossi vasi ed i loro esiti; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo comma:
- il trapianto di cuore, le protesi vascolari, le protesi valvolari, gli esiti di intervento riparativo sulle strutture valvolari e dei grossi vasi;
- gli esiti di pericardite, miocardite ed endocardite;
- la stenosi e la insufficienza valvolare;
- le anomalie biometriche ecocardiografiche non correlate con la superficie corporea;
- la ridondanza valvolare con presenza di rigurgito di grado lieve emodinamicamente significativo;
- la pregressa pericardite, miocardite ed endocardite, senza esiti in atto, documentate con certificazione rilasciata da strutture sanitarie pubbliche.
 
c. - Le gravi turbe del ritmo cardiaco e le gravi anomalie del sistema specifico di conduzione; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo comma:
- blocco atrioventricolare di I° grado che non regredisce con lo sforzo fisico adeguato;
- blocco atrioventricolare di II° e III° grado;
- sindrome di Wolf Parkinson White;
- blocco di branca sinistra;
- extrasistolia ventricolare frequente (superiore a 100/h.);
- sindrome ipercinetica cardiaca: dopo osservazione;
- il ritardo di attivazione intraventricolare anteriore sinistro a QRS stretto associato a ritardo di attivazione intraventricolare destro, stabili;
- la conduzione A-V accelerata, espressione di anomalie del sistema specifico di conduzione.
 
d. - L'ipertensione arteriosa persistente; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea; dopo osservazione.
Per l'accertamento della ipertensione arteriosa persistente occorre effettuare:
- possibilmente monitoraggio pressorio dinamico delle 24 h.;
- in alternativa almeno tre rilevamenti, praticati in condizioni di riposo psicofisico, che presentino valori della pressione sistolica >150 mm Hg e della pressione diastolica >90 mm Hg.
Rientra in questo comma l'ipertensione arteriosa persistente di confine (Border-line secondo l'O.M.S.).
 
e. - Gli aneurismi, le angiodisplasie e le fistole arterovenose.
 
f. - Le altre patologie delle arterie e quelle dei capillari con disturbi trofici o funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientra in questo comma il morbo di Raynaud primitivo.
 
g. - Le ectasie venose estese con incontinenza valvolare o i disturbi del circolo venoso profondo.
 
h. - Le flebiti e le altre patologie del circolo venoso ed i loro esiti con disturbi trofici e funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
i. - Le patologie gravi dei vasi e dei gangli linfatici ed i loro esiti; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientra in questo comma: la linfostasi costituzionale piede - gamba con rilevanti disturbi funzionali.
 
ART. 11
APPARATO RESPIRATORIO
 
a. - Le malattie croniche dei bronchi e dei polmoni; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
b. - Le malattie delle pleure ed i loro esiti rilevanti; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
c. - I dismorfismi della gabbia toracica con alterazioni funzionali respiratorie.
 
Rientrano in questo articolo:
- le bronchiectasie, le bronchiti croniche, l'enfisema;
- il pneumotorace;
- gli esiti lievi di pleurite non tubercolare con alterazioni funzionali, l'obliterazione del seno costofrenico, la scissurite aspecifica;
- il pectus excavatus, il pectus carenatus, la cifosi e la scoliosi;
- gli esiti di traumatismi toracici con alterazioni funzionali.
 
ART. 12
APPARATO DIGERENTE
 
a. - Le malformazioni e le malattie croniche delle ghiandole e dei dotti salivari che producono gravi disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
b. - Le malformazioni, le anomalie di posizione, le patologie o i loro esiti del tubo digerente, del fegato e vie biliari, del pancreas e del peritoneo che, per natura, sede e grado producano rilevanti disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
c. - Le ernie viscerali.
d. - Gli esiti di intervento chirurgico con perdita totale o parziale di un viscere.
 
Rientrano in questo articolo:
- tutte le ernie viscerali, compresa l'ernia iatale con esofagite o disturbi funzionali di notevole grado; L'ernia inguinale allo stato di punta non è causa di inabilità.
- le stenosi, le distopie, il "mesenterium comune", le splancnoptosi, il dolicocolon;
- le fistole anali e perianali sottomucose con flogosi ricorrenti.
Gli esiti di appendicectomia non costituiscono motivo di inabilità.
 
ART. 13
MAMMELLA
 
Le patologie ed i loro esiti della ghiandola mammaria che siano causa di rilevanti disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo articolo:
• la mancanza congenita od acquisita anche di una sola mammella;
• i processi flogistici o displastici ed i loro esiti di notevole entità;
• gli esiti di mastoplastica riduttiva con rilevanti limitazioni funzionali;
• esiti di mastectomia settoriale.
La protesi mammaria é causa di inabilità.
La megalomastia è causa di inabilità solo quando costituisce impaccio motorio o grave disarmonia somatica.
ART. 14
APPARATO UROGENITALE
 
a - Le malformazioni, le malposizioni, le patologie o i loro esiti del rene, della pelvi, dell'uretere, della vescica e dell'uretra che sono causa di rilevanti alterazioni funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrano in questo comma:
 
RENE
Tra le malformazioni, le malposizioni, le malattie ed i loro esiti:
• le anomalie di numero: la agenesia renale e quelle in cui, oltre alla presenza dei due reni ortotopici metanefrici, i reni sovrannumerari presentino vascolarizzazione ed apparato escretore propri;
• le anomalie di forma: rene a ferro di cavallo, il rene multicistico, il rene a spugna;
• le anomalie di sede: l'ectopia pelvica congenita e la ptosi renale di 3° grado;
• malattia croniche: nefrolitiasi, nefropatie congenite (rene policistico), glomerulonefriti e pielonefriti croniche.
 
PELVI ED URETERE
Le anomalie di numero, di forma, di sede e le malattie croniche che determinino ostruzione al deflusso urinario con dilatazione a monte o alterazione della clearance della creatinina.
 
VESCICA
Le malformazioni e le malattie della vescica escluse le semplici forme batteriche e parassitarie senza esiti.
 
URETRA
Le malformazioni, le stenosi e le dilatazioni con disturbi manifesti della minzione.
 
b. - Le malformazioni, le malposizioni, le patologie o i loro esiti dell'apparato genitale maschile che sano causa di rilevanti alterazioni funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo comma:
 
URETRA
- le fistole uretrali a sbocco penieno;
-l'epispadia;
-l'ipospadia oltre il solco balano-prepuziale.
 
PROSTATA
- le prostatiti croniche batteriche.
 
PENE
- le malformazioni gravi del pene;
- la perdita anche parziale del pene.
 
SCROTO E STRUTTURE ENDOSCROTALI
- ipoplasia o mancanza anche di un solo testicolo, con alterazioni anatomofunzionali del controlaterale;
- ritenzione od ectopia di entrambi i testicoli;
- ritenzione testicolare unilaterale addominale, in sede intramurale o sottocutanea;
- esiti di intervento di orchidopessi con testicolo fisso alla radice dello sciato, anche con lievi disturbi funzionarli;
- idrocele molto voluminoso e sotto tensione;
- idrocele comunicante;
- varicocele di III° grado permagno con deformazione molto evidente,dello scroto;
- cisti endoscrotale molto voluminosa e sotto tensione.
 
c. - Le malformazioni, le malposizioni, le patologie o i loro esiti, dell'apparato genitale femminile che sono causa di rilevanti alterazioni funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo comma:
- la mancanza di ambedue le ovaie;
- l'aplasia completa dell'utero e della vagina;
- i prolassi urogenitali di qualunque grado;
- le fistole genitali di qualunque natura;
- le malformazioni e cisti vulvari che sono causa di rilevanti alterazioni funzionali.
Per il giudizio diagnostico è necessaria l'effettuazione della ecografia pelvica.
 
ART. 15
NEUROLOGIA
 
a. - Le malattie del sistema nervoso centrale e i loro esiti che siano causa di rilevanti alterazioni funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrano in questo comma le malattie di natura malformativa, vascolare, tossica, infettiva, parassitaria, autoimmune, degenerativa.
Rientrano altresì in questo comma:
- le emicranie emiplegica, oftalmoplegica e basilare, caratterizzate da almeno quattro attacchi mensili documentati da una struttura universitaria neurologica;
- la nevralgia del trigemino in profilassi farmacologica documentata da una struttura universitaria neurologica;
- tutte le altre malattie del S.N.C. che presentino un dato obiettivo stabilizzato ed invalidante (paralisi spastica, paralisi flaccida, atrofia muscolare polidistrettuale, atassia grave, etc.).
 
b. - Le malattie del sistema nervoso periferico e i loro esiti che siano causa di rilevanti alterazioni funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Per alterazione funzionale significativa si intende la presenza di marcata ipostenia o ipotrofia documentata elettromiograficamente.
 
c. - Le miopatie causa di rilevanti alterazioni funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrano in questo comma le distrofie muscolari, le miotonie, le miastenie, etc.
 
d. - Le epilessie; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrano in questo comma tutte le sindromi epilettiche, anche pregresse, purché documentate da certificazione rilasciata da strutture sanitarie pubbliche, attestante crisi comiziali.
 
e. - Gli esiti di traumi encefalici e midollari con rilevante limitazione funzionale; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Per limitazione funzionale significativa si intende quella caratterizzata da alterazioni dell'esame obiettivo neurologico o dell'esame neuroradiologico o da alterazioni marcate dell'esame elettroencefalografico.
Non è causa di inabilità un singolo episodio convulsivo documentato da strutture sanitarie pubbliche verificatosi in epoca precedente gli ultimi cinque anni purché sia sufficientemente spiegato da una.causa non ricorrente e dopo valutazione specialistica neurologica.
 
ART. 16
PSICHIATRIA
 
a. - Il ritardo mentale, di qualsiasi livello, purché tale da pregiudicare il rapporto di realtà o le capacità relazionali.
Rientra in questo comma il ritardo mentale con QI minore di 80.
Un ritardo mentale con un QI tra 80 e 90 è da valutare globalmente; un Q.I. superiore a 90 è compatibile con un giudizio di idoneità.
Sono necessari per il giudizio diagnostico:
- ritardo mentale grave e moderato: colloquio clinico;
- ritardo mentale lieve: colloquio clinico e test di livello.
 
b. - i disturbi del controllo degli impulsi;
c. - i disturbi dell'adattamento;
d. - i disturbi della comunicazione;
e. - i disturbi da tic;
f. - i disturbi delle funzioni evacuative;
g. - i disturbi del sonno;
h. - i disturbi della condotta alimentare;
i. - le parafilie e i disturbi della identità di genere;
 
Il comportamento omosessuale viene preso in considerazione qualora dovesse determinare situazioni cliniche di sofferenza soggettiva o di disfunzionamento relazionale o sociale (disadattamento, disturbi d'ansia, distimici, etc.) oppure qualora sia espressione sintomatica di disturbi psichiatrici primari, per i quali si applicherà il comma relativo al disturbo accertato.
 
Per tutti trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea. In ogni caso i predetti disturbi devono essere tali da limitare significativamente il soggetto nell'assolvimento dei compiti previsti dal servizio militare.
 
l. - i disturbi correlati all'uso di sostanze psicoattive; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Sono necessari per il giudizio diagnostico:
• colloquio clinico, mirato a valutare la struttura di personalità;
• eventuali test psicodiagnostici;
• ricerca dei cataboliti urinari (cannabinoidi, oppiacei, cocaina, anfetamine etc.);
• eventuali prove di funzionalità epatica.
 
m. - I disturbi mestali dovuti ad una patologia organica; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrano in questo comma i disturbi mentali chiaramente dipendenti da causa somatica (es: editi di traumi cranici, processi infiammatori del SNC, epilessia, etc.).
 
Sono necessari per il giudizio diagnostico:
• documentazione attestante l'esistenza di un fattore organico etiologicamente correlato al disturbo;
• eventuali controlli clinici e strumentali;
• colloquio clinico;
• eventuali test psicodiagnostici.
 
n. - I disturbi di personalità; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrano in questo comma:
- la personalità border-line, sociopatica, impulsiva, etc;
- le personalità immature, insicure, labili, emotivamente ipersensibili, con conflittualità nevrotica, etc.
 
Sono necessari per il giudizio diagnostico:
- colloquio clinico, teso ad evidenziare l'esistenza di costanti caratteristiche psicologiche abnormi che rendano difficile l'adattamento ai normali impegni della vita quotidiana e alla vita sociale e di relazione;
- eventuali test psicodiagnostici;
- valutazione dell'eventuale terapia effettuata o in atto;
- per i soggetti già incorporati ci si avvarrà anche di eventuali rapporti informativi redatti dal Comandante o dall'Ufficiale consigliere del Reparto di appartenenza in merito a difficoltà adattative o a modalità comportamentali.
 
o. - I disturbi nevrotici e reattivi; i disturbi dell'umore senza sintomi, psicotici, i disturbi d'ansa (attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo post traumatico da stress, etc), i disturbi somatoformi e da conversione; le sindromi
marginali, etc), trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Sono necessari per il giudizio diagnostico:
• colloquio clinico;
• eventuali test psicodiagnostici; .
• valutazione dell'eventuale terapia effettuata o in atto;
• esame di eventuale documentazione clinica redatta da strutture specialistiche pubbliche;
• per i soggetti già incorporati ci si avvarrà anche di eventuali rapporti informativi redatti dal Comandante o dall'Ufficiale consigliere del Reparto di appartenenza in merito a difficoltà adattative o a modalità comportamentali.
 
p. - I disturbi psicotici, anche se in fase di compenso o di remissione clinica; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
Rientrate in questo comma: la schizofrenia, il disturbo delirante, il disturbo schizoaffettivo, il disturbo psicotico breve, il disturbo dell'umore associato a sintomi psicotici, i disturbi bipolari etc..
 
Sono necessari per il giudizio diagnostico:
• colloquio clinico;
• eventuali test psicodiagnostici;
• valutazione della eventuale terapia effettuata o in atto;
• esame di eventuale documentazione clinica redatta da strutture specialistiche pubbliche.
 
ART. 17
OFTALMOLOGIA
 
a. - Le malformazioni, le disfunzioni, le patologie o gli esiti di lesioni delle palpebre e delle ciglia, anche se limitate a un solo occhio, quando siano causa di rilevanti disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
b. - Le malformazioni, le malattie croniche e gli esiti di lesioni delle ghiandole e delle vie lacrimali, quando siano causa di rilevanti disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
c. - I disturbi della motilità del globo oculare, quando siano causa di diplopia o deficit visivi previsti dal successivo comma h.) o qualora producano alterazioni della visione binoculare (soppressione); trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Sono necessari per il giudizio diagnostico:
• Cover test con eventuale valutazione del senso stereoscopico mediante test idoneo;
• test di Worth: per la valutazione della soppressione.
 
d. - Le gravi discromatopsie.
Sono necessari per il giudizio diagnostico: test delle matassine di lana colorate; se non sufficiente, tavole di Ishihara; ove ritenuto necessario test di Famsworth.
Sono gravi le discromatopsie che non consentono la visione dei colori fondamentali, accompagnate da nistagmo o alterazioni delle membrane profonde.
 
e. - La anoftalmia; le malformazioni, le malattie croniche e gli esiti di lesioni dell'orbita, del bulbo oculare e degli annessi con rilevanti alterazioni anatomiche o funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo comma:
• il cheratocono di qualsiasi grado;
• le degenerazioni vitroretiniche regmatogene, anche se già sottoposte a specifico trattamento.
Per il giudizio diagnostico del cheratocono occorre l'oftalmometria e, ove necessario, la mappa corneale.
 
f. - Il glaucoma e le disfunzioni dell'idrodinamica endoculare potenzialmente glaucomatogene; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
g. - I vizi di refrazione che, corretti, comportano un visus inferiore agli 8/10 complessivi o inferiore ai 2/10 in un occhio.
 
h. - I difetti del campo visivo, anche monoculari, che riducano sensibilmente la visione superiore o laterale o inferiore.
E' necessaria per il giudizio diagnostico la perimetria statica o quella dinamica.
 
i. - L'emeralopia.
L'emeralopia è causa di inidoneità anche quando non si associa ad alterazioni evidenti delle- membrane profonde dell'occhio, purché attestata da idonea documentazione sanitaria rilasciata da istituzioni pubbliche.
Per il giudizio diagnostico sono necessari esami elettrofunzionali.
 
l. - La miopia o l'ipermetropia,, senza o con astigmatismo, che superi in ciascun occhio, rispettivamente, le 8 e le 7 diottrie, anche in un solo meridiano.
 
m. - L'astigmatismo misto in cui la somma tra i due meridiani, etiopico e ipermetropico, superi le 5 diottrie.
 
n. - Le anisometropie in cui la differenza tra i meridiani più ametropi dei due occhi superi le 5 diottrie o che comportino alterazione della visione binoculare.
ART. 18.
OTORINOLARINGOIATRIA
 
a. - Le malformazioni ed alterazioni congenite ed acquisite dell'orecchio- esterno, dell'orecchio medio, dell'orecchio interno, quando siano deturpanti o causa di rilevanti disturbi frazionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo comma:
1) - Le gravi malformazioni ed alterazioni acquisite dell'orecchio esterno (mancanza totale ed esiti deturpanti di lesioni del padiglione auricolare, macro e microtia di notevole grado, atresia del condotto, etc.); sono causa altresì di inabilità i casi di anotia, atresia auris congenita, sindrome di Goldenhar, sindrome di Franceschetti, micro e macrotia con padiglione modificato per dimensione, di misura superiore al 50%.
Nei casi di disturbi funzionali è necessario per il giudizio diagnostico l'esame audiometrico tonale di base.
 
2) - L'otite media cronica colesteatomatosa, l'iperplastica granulomatosa o con segni di carie ossea, la, purulenta semplice secernente; l'otite cronica iperplastica polipoide. Gli esiti di ossiculoplastica e di terapia chirurgica dell'otosclerosi, gli esiti di interventi chirurgici sull'orecchio interno, i processi flogistici cronici su esiti di timpanoplastica.
 
Sono compatibili con un giudizio di idoneità: l'otite mucogelatinosa cronica, la media catarrale cromica, la sclero adesiva e gli esiti cicatriziali e di pregresse flogosi dell'orecchio media, le perforazioni timpaniche non secernenti nonché l'otorrea tubarica.
Si formula un giudizio di inabilità nel caso di processi flogistici cronici in esito ad interventi chirurgici sull'orecchio medio. La valutazione deve essere comunque complessiva (anatomofunzionale).
 
Sono necessari per il giudizio diagnostico:
• esame audiometrico tonale di base;
• esame impedenzometrico (in assenza di controindicazioni).
 
3) - L'otosclerosi, e le osteodistrofie del labirinto; le affezioni organiche o funzionali dell'apparato vestibolare periferico o centrale; le sindromi vestibolari dovute a malattia di Ménière, a tumori dell'VIII° nervo cranico, ad otosclerosi e ad affezioni organiche del sistema nervoso centrale; le sindromi vestibolari periferiche di altra natura che, dopo temporanea non idoneità, risultino in compenso incompleto o assente; l'areflessia bilaterale persistente.
Sono necessaria, per il giudizio diagnostico gli esami otofunzionali.
 
b. - Le ipoacusie monolaterali con perdita uditiva, calcolata sulla media delle quattro frequenze fondamentali (500 - 1000 - 2000 - 3000 Hz), maggiore di 65 dB; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo comma le ipoacusie monolaterali pari all'entità sopraindicata.
Sono necessari per il giudizio diagnostico gli esami otofunzionali.
 
e. - Le ipdacusie bilaterali con percentuale totale di perdita uditiva (P.P.T.) maggiore del 40%; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo comma:
- il sordomutismo;
- le ipoacusie bilaterali dell'entità sopraindicata con P.P.T. calcolata secondo i criteri indicati nella tabella di seguito riportata:
 
CALCOLO DELLA PERCENTUALE DI PERDITA UDITIVA BILATERALE
TABELLA
 
 
 
500
1000
2000
3000
V.O.C.
%
0
0
0
0
0
a metri 20
%
5
1.25
1.75
1
1
     "     10
%
10
2.50
3.50
2
2
     "        8
%
15
3.75
5.25
3
3
     "        7
%
20
5
7
4
4
     "        6
%
25
6.25
8.75
5
5
     "        5
%
30
7.50
10.50
6
6
     "        4
%
35
8.75
12.25
7
7
     "        3
%
40
10
14
8
8
     "        2.5
%
45
11.25
15.75
9
9
     "        2
%
50
12.50
17.50
10
10
     "        1.5
%
55
13.75
19.25
11
11
     "        1
%
60
15
21
12
12
     "        0.5
%
65
16.25
22.75
13
13
     "        0.5
%
70
17.50
24.50
14
14
     "        0.25
%
75
18.75
26.25
15
15
     "        0.25
%
80
20
28
16
16
ad concham
 
Sono necessari per il giudizio diagnostico gli stessi esami indicati al comma b. per l'ipoacusia monolaterale.
 
AVVERTENZA
La P.P.T. (perdita percentuale totale) biauricolare sulle frequenze 500, 1000, 2000, 3000 e 4000 Hz, si determina mediante la seguente formula:
 
(orecchio migliore x 7 + orecchio peggiore)/8 + valore ponderale del 4000 Hz
 
dove il valore ponderale del 4000 Hz prendendo in considerazione solo il valore più grave tra i due orecchi, è così definito:
 
5 per perdite in dB comprese fra 25 e 34
8 per perdite in dB comprese tra 35 e 59
12 per perdite in dB oltre i 60.
 
La perdita uditiva monolaterale e bilaterale è determinata con le modalità indicate nei precedenti commi b. e c..
 
d. - Le malformazioni e le alterazioni acquisite del naso e dei seni paranasali, quando siano causa di rilevanti disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano nel presente comma:
- le malformazioni, le alterazioni acquisite, le affezioni croniche, le notevoli deformazioni della piramide e delle fosse nasali: l'atresia delle narici, l'atresia coanale, la mancanza del naso; la stenosi nasale da malformazione o deviazione del setto, le cisti e fistole con flogosi recidivanti, il rinoscleroma, la rinite ozenatosa, il polipo sanguinante delle fosse nasali e il papillomma invertito etc.;
 
- le gravi stenosi nasali;
E' necessario per il giudizio diagnostico della stenosi nasale la rinomanometria anteriore attiva (di base, posizionale con stimolazioni aspecifiche, trasporto mucociliare).
E' causa di inabilitá un grading della ostruzione nasale rilevato alla rinometria in rapporto al parametro "somma di flusso" di grado elevato (da 0 a 500 centimetri cubi/s elevata alla meno 1 (35 centimetri cubi/s elevata alla meno 1)).
 
- l'ozena e le affezioni ,granulomatose e croniche;
 
- le sinusiti croniche purulente, iperplastiche, polipose o ulceronecrotiche.
Le neoformazioni polipoidi multiple caratterizzate da ostruzioni ventilatorie significative e sostenute da una conduzione disreattiva allergica, quali manifestazioni di flogosi cronica naso-sinusale avanzata e di lunga durata, possono essere causa di inabilità dopo osservazione ospedaliera e dopo una eventuale temporanea inidoneità.
 
- gli esiti di lesioni traumatiche o di interventi chirurgici sui seni paranasali che producano scoinpaginamento delle strutture anatomiche (distruzione del pavimento dell'orbita, fistole cribromeningee, alterazioni della lamina cribrosa, etc.).
 
e. - Le malformazioni e le alterazioni acquisite della faringe, della laringe e della trachea, quando siano causa di rilevanti disturbi funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo comma:
- le flogosi faringotonsillari croniche con documentata presenza nel tampone faringeo di streptococco bata-emolitico gruppo A e rilievi clinico-sierologici ad essa correlati;
 
- le tonsilliti croniche specifiche;
 
- l'ipertrofia tonsillare di grado notevole con gravi alterazioni funzionali;
 
- le malformazioni, gli esiti di lesioni e le malattie croniche della faringe, con importanti alterazioni funzionali; sono causa di inabilità altresì: ascesso ossifluente da morbo di Pott cervicale, malattia di Isanbert, gozzi tiroidei linguali, esiti di processi specifici faringei con gravi disturbi funzionali, adenomi ipofisari extrasellari, fibroma giovanile, cisti disembriogenetiche e cisti di ritenzione, fibromixoma faringeo;
Nella nevralgia, del glosso faringeo bisogna escludere l'esistenza di patologie primitive di cui la nevralgia è sintomo (neoplasie dell'angolo ponto-cerebellare, aneurisma della carotide, abnorme lunghezza del processo stiloideo, etc).
 
- le malformazioni, gli esiti di lesioni e le malattie croniche della laringe e della trachea con importanti alterazioni funzionali; sono causa di inabilità, altresì, tutti i casi di: diaframma congenito, laringocele congenito e non, cisti appendicolari, epiglottide bifida, agenesia totale dell'epiglottide, esiti di lesione di origine traumatica con significativo impegno anatomofunzionale, leucoplasia, esiti di processi flogistici con ampie mutilazioni delle strutture, granulomatosi di Wegener a localizzazione laringea, papillomatosi laringea giovanile estesa;
Per quanto attiene la patologia tracheale sono causa di inabilità le stenosi tracheali (post-traumatica, postinfiammatoria, postoperatoria) indipendentemente dalla loro estensione.
 
- i disturbi della favella gravi.
 
Sono necessari per il giudizio diagnostico:
- per le patologie faringee:
• laringoscopia indiretta ed ipo-faringoscopia con fibre ottiche per via nasale e transorale;
• radiogramma in proiezione laterale.
 
- per le patologie laringo-tracheali:
• fibroscopia rigida o flessibile;
• fibrostroboscopia;
• stratigrafia laringea in fonazione ed in respirazione;
• stratigrafia del mediastino.
 
ART. 19
DERMATOLOGIA
 
Le alterazioni congenite ed acquisite, croniche della cute e degli annessi, estese o gravi o che, per sede, determinino rilevanti alterazioni funzionali o fisiognomiche; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo articolo le malattie infettive cutanee, tutte le dermatiti croniche o recidivanti di origine flogistica od immunitaria che per la loro sede ed estensione determinino rilevanti disturbi funzionali, compresa la funzione fisiognomica; possono pertanto essere causa di inabilità, tra le altre, le seguenti dermopatie: dermatite atopica, dermatite da contatto, orticaria cronica, psoriasi, alopecia arcata, acne, iperidrosi, ittiosi, nevi congeniti giganti, epidermolisi bollosa.
 
ART. 20
APPARATO LOCOMOTORE
 
a. - Le patologie ed i loro esiti, anche di natura traumatica, dell'apparato scheletrico, dei muscoli, delle strutture capsulo-legamentose, tendinee, aponeurotiche e delle borse sinoviali causa, di evidenti dismorfismi o di rilevanti limitazioni funzionali; trascorso, ove occorra, il periodo di inabilità temporanea.
 
Rientrano in questo comma
 
- le malattie infiammatorie, endocrino-metaboliche, osteodistrofiche, osteocondrosiche, sistemiche e l'osteonecrosi;
 
- scoliosi con angolo di Lippman Cobb superiore a 25°, la schisi ampia di almeno due archi vertebrali e le altre malformazioni causa di rilevanti limitazioni funzionali;
 
- esiti funzionali di trattamento chirurgico della colonna vertebrale;
 
- le ernie discali ed i loro esiti chirurgici;
 
- le discopatie e le protrusioni quando sono associate a segni clinici (o elettromiografici) di sofferenza radicolare. Vi rientrano, altresì, tra le altre, le seguenti malformazioni e deformazioni della colonna vertebrale: sinostosi, emispondilo, spina bifida, spondilolisi, spondilolistesi, stenosi spinali congenite ed acquisite, costa cervicale con sintomi nervosi o vascolari, cifosi dorsale superiore a 50° etc.;
La presenza di endo ed artroprotesi di importanti articolazioni (spalla, anca e ginocchio) è causa di inabilità.
La sola presenza di osteosintesi non costituisce di per sé causa di inabilità.
 
- le patologie croniche e gli esiti di lesioni delle aponeurosi (fibromatosi palmare o plantare, retrazioni, ernie muscolari, etc.);
 
- le malformazioni, le patologie croniche e gli esiti di lesioni dei muscoli (miopatie congenite, agenesie, atrofie, contratture permanenti, miositi, etc.);
 
- le ipotrofie Muscolari degli arti con differenza perimetrica superiore a 2 cm. e con alterazioni funzionali;
 
- le patologie croniche e gli esiti di lesioni dei tendini e delle borse (tendinopatie, lussazioni tendinee, disinserzioni, patologie congenite tendinee, etc.);
 
- le osteocondtiti dissecanti di importanti articolazioni di carico (anca, ginocchio, tibiotarsica);
 
- gli esiti di meniscectomia totale e le meniscopatie limitanti la funzione;
 
- le lussazioni inveterate e gli esiti di lussazioni recidivanti a carico di importanti articolazioni con instabilità articolare.
 
b. - La mancanza anatomica o la perdita funzionale permanente almeno di:
1. un dito di una mano;
2. falangi ungueali delle ultime quattro dita di una mano;
3. falangi ungueali di cinque dita, fra le due mani, escluse quelle dei pollici.
4. un alluce;
5. due dita di un piede.
 
c. - Le deformità gravi congenite ed acquisite degli arti.
 
Rientrano in questo comma:
- la dismetria tra gli farti inferiori, superiore a 3 centimetri;
- il ginocchio valgo con distanza intermalleolare superiore a cm. 6;
- il ginocchio varo con distanza intercondiloidea superiore a cm. 8;
- il cubito varo o valgo con deviazione superiore a 20°;
- la sinostosi tarsale e radioulnare;
- il piede piatto e cave di grado elevato;
- il piede, torto;
- l'alluce valgo, il dito a martello con sublussazione metatarso-falangeo, le dita sovrannumerarie.
 
Per le patologie congenite ed acquisite dei piedi sono necessari per il giudizio diagnostico la podoscopia e RX piedi comparati sotto carico.
 
ART. 21
ALTRE CAUSE DI NON IDONEITA'
 
a. - Le imperfezioni o le infermità non specificate nel presente elenco ma che rendano palesemente il soggetti non idoneo al servizio militare. Dopo osservazione.
 
Rientrano in questo comma quelle patologie alle quali non è possibile attribuire alcun articolo dell'elenco stesso.
 
b. - Il complesso di imperfezioni o infermità che, specificate o non nell'elenco, non raggiungono, considerate singolarmente, il grado richiesto per la riforma ma che, in concorso tra loro, rendano il soggetto palesemente non idoneo al servizio militare. Dopo osservazione.