OBBLIGO DI VITTO E ALLOGGIO?
Quando una persona diventa un militare o un obiettore molte delle cose più banali di ogni giorno cambiano nome: per esempio i vostri pasti diventano "Il vitto" e il luogo dove dormite diventa "L'alloggio".
Non c'è alcun obbligo, in nessuna legge dello Stato Italiano, per l'obiettore di dormire e mangiare presso l'ente convenzionato
o altro ente. L'obiettore deve usufruire di vitto e alloggio, come e quando lo ritiene opportuno. Se vuole può anche non usufruirne proprio.
La Circolare della LEVADIFE n. LEV/860014/96 del 21.3.1996 inerente la libera uscita e permessi di fine settimana diceva :
"[...] Pertanto l'OdC, al termine dell'orario di servizio, qualora non impegnato in specifici compiti, non dovrà essere trattenuto ingiustificatamente dall'Ente per il tempo restante."
In seguito a questa circolare è stata presentata un'interrogazione parlamentare dall'onorevole Nardini ed altri (n.5-00241) . Alla quale il Ministro Andreatta ha così risposto:
"In seguito ai quesiti formulati dagli On.li interroganti si fa presente che la circolare LEV/860014/96 emanata dalla Direzione Generale Leva per dirimere alcuni dubbi interpretativi in merito alla durata dei permessi di fine settimana e della libera uscita degli OdC [...]. Nella circolare è precisato chiaramente che per l'obiettore di coscienza la durata della libera uscita - che può essere più ampia rispetto a quella dei soldati - non può estendersi, comunque, oltre le ore 23.00, orario in cui i giovani devono far rientro presso le strutture logistiche.
Circa la frase riportata al penultimo capoverso della circolare in parola, essa non significa affatto la decadenza dell'obbligatorietà al pernottamento all'interno dell'Ente [...]. L'utilizzazione dell'alloggio infatti, non è lasciata alla discrezionalità degli OdC, i quali devono usufruirne anche se residenti, a meno che non siano in licenza o in permesso di fine settimana".
Sembrerebbe che sia obbligatorio dormire presso l'ente ... invece non è così!
La parola usata è infatti "usufruire", che non significa obbligo.
Ha scritto l'avvocato Alessandro Pedone (dell'AON):
"Secondo la nostra interpretazione tutto ciò significa che l'obiettore deve prendere possesso dell'alloggio e del
vitto ma obbligare qualcuno che non è inserito in una struttura comunitaria (come le caserme o le comunità alloggio)
non può essere considerato lecito. Quindi noi consigliamo sempre a chi ha questo tipo di problema di portare nell'alloggio
alcuni effetti personali, di passare ogni tanto a riposarsi, a leggere, a fare qualcosa, ma, contemporaneamente, di sentirsi
liberi di andare di notte dove si crede senza particolari preoccupazioni sia perché le ispezioni notturne non esistono sia
perché sarebbe assurdo pretendere un comportamento diverso. Quindi l'obbligo di usufruire esiste ma deve essere
interpretato correttamente e non come propone il ministro, visione che riprende il modo di concepire la vita dell'obiettore stile militare".
Recentemente l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (UNSC) ha finalmente chiarito la questione. In una circolare mandata agli enti relativa ai pagamenti l'UNSC ha scritto:
"IMPORTANTE: VITTO E ALLOGGIO:
Anche in questa occasione specifichiamo il nuovo regime di vitto e alloggio. Gli Enti convenzionati con posti con vitto e alloggio sono tenuti ad assicurare tali servizi a tutti gli obiettori che ne facciano richiesta o che ne abbiano necessità, siano essi residenti fuori Comune o nel Comune in cui prestano servizio.
Gli Enti stessi NON sono obbligati ad alcun titolo ad imporre la fruizione di tali servizio agli obiettori, né a questi ultimi è fatto obbligo di usufruirne."
ALLOGGIO IN UN TUGURIO
L'alloggio deve avere l'abitabilità e deve essere in regola con le normative dell'USL (così come il vitto). Se vi sistemano in
un tugurio fatiscente, privo di servizi etc. chiedete l'abitabilità dell'alloggio, certificata dall'ufficio di igiene della USL. È possibile
infatti chiedere un'ispezione per verificare se vi siano le condizioni di abitabilità. Nel caso in cui l'Ufficio di igiene dovesse decretare
l'inabitabilità dell'alloggio o l'esagerato sfruttamento abitativo (troppi OdC in pochi metri quadrati e con un numero di servizi inadeguati
in rapporto al numero di persone), sarà possibile chiedere all'Ufficio Nazionale per il Servizio civile di effettuare un'ispezione, avendo la sicurezza che, come minimo verrà sospesa l'assegnazione di nuovi OdC.